Se questo articolo fosse la sceneggiatura di un  "film", si tratterebbe di un film di fantascienza, ma ormai ci siamo abituati da tempo ad interpretare alcuni scritti veterotestamentari in un’ottica molto più moderna, molto più tecnologica.


Fenomeni da sempre attribuiti alle mistiche visioni di antichi, ed ispirati profeti, assomigliano sempre di più ai prodigi che da qualche decennio la scienza moderna e tutti i suoi tecnologici derivati ci hanno assuefatti. In questo articolo tratteremo più nello specifico il passo biblico dove viene descritta la cosiddetta "visione di Ezechiele": “Ora avvenne nel trentesimo anno, nel quarto mese, il quinto giorno del mese, mentre ero in mezzo alla gente esiliata presso il fiume Kebar, che i cieli si aprirono… E vedevo… c’era un vento tempestoso che veniva dal nord, una gran massa di nuvole e fuoco guizzante e aveva fulgore tutt’intorno, e di mezzo ad esso c’era qualcosa di simile all’aspetto dell’elettro (lega metallica. N.d.A.)…E di mezzo ad esso c’era la somiglianza di quattro creature viventi… E ciascuna aveva quattro facce e ciascuna d’esse quattro ali…”. (Ezechiele, 1-28)

Ma questa sorta di "incontro ravvicinato del terzo tipo" non finisce qui, come possiamo leggere poco più avanti… “…a terra c’era una ruota accanto alle creature viventi…in quanto all’aspetto delle ruote e alla loro struttura, era come lo splendore del crisolito (minerale trasparente, giallo-verdastro. N.d.A.)…e il loro aspetto e la loro struttura erano proprio come quando una ruota risultava in mezzo ad una ruota…e in quanto ai loro cerchi…erano pieni d’occhi  tutt’intorno a tutt’e  quattro…e quando le creature viventi si alzavano da terra, le ruote si alzavano…”.

Un ricercatore della NASA, Joseph F.Blumrich, in base a queste apparentemente oscure e mistiche visioni, riuscì a progettare, forte delle sue conoscenze di ingegneria spaziale, un veicolo che rispondesse alle descrizioni bibliche. Blumrich – partito da una posizione di scetticismo totale nei confronti di un’interpretazione ufologica della celebre visione – si convinse infatti che qualcosa di vero doveva esserci in ciò che descriveva il biblico profeta, qualcosa egli doveva aver visto realmente, altrimenti non avrebbe descritto – quasi come avrebbe fatto un progettista meccanico – dispositivi muniti di ruote, ali molto simili a pale ruotanti e occhi del tutto identici a oblò di un velivolo in fase di atterraggio.

Convintosi che la sua interpretazione tecnologica spiegasse in maniere esaustiva quei lontanissimi eventi, scrisse un libro – “…e il Cielo si aprì ” (Ediz. MEB, 1976) – in cui descrisse minutamente come ai suoi occhi di progettista del mitico razzo Saturno V.  Le "quattro creature viventi" potevano essere i quattro piedi di atterraggio di un immenso veicolo spaziale, ognuno dotato di un dispositivo che gli consentiva di spostarsi in tutte le direzioni (“… una ruota risultava in mezzo ad una ruota…”), un meccanismo oggi facilmente realizzabile, ma impensabile per quelle lontane genti di qualche millennio fa. A meno che i visitatori venissero sì dai Cieli, ma da ‘cieli’ molto lontani, da altre galassie, da altri pianeti…

Nota della radazione: Macchina, fenomeno naturale-atmosferico o storia popolare è sicuramente un fenomeno interessante da inserire nell'ambito dei misteri irrisolti..


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